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Puro legno di palma

Puerto Esperanza, Pinar del Rio, Cuba

“Questo è l’ultimo che abbiamo. Tutto artigianale, intagliato a mano”

“Ma tiene?”

“In che senso, scusi?”

“Se io faccio un tiro da qui, per dire… anzi, aspetti che prendo il pallone, ce l’ho in bagagliaio”

“No, no, dove va? Ma scherza? Questo è un canestro artigianale, sa”

“Eh, ho capito. E allora?”

“Voglio dire che è un’opera d’arte, non è fatta per giocarci”

“…”

“…”

“Ma non ha nemmeno la retina?”

“Se è artigianale…”

“Però, scusi, e il canestro? E’ chiaramente di quelli…”

“No, intagliato a mano anche quello”

“Ma se anche un bambino vede che… anzi, mi faccia toccare”

“Tenga giù le mani! É artig…”

“Sì, va bene. Artigianale, intagliato a mano. Ma io che me ne faccio? È pure storto”

“Ma è quello l’alto profilo artistico! Se fosse dritto rischierebbe di confondersi con uno di quelli industriali. Invece guardi la curva naturale. E le assi del tabellone, poi”

“Che hanno le assi?”

“Puro legno di palma. Intagliato a m…”

“Intagliato a mano, certo. E, secondo lei, questa roba sarebbe da mettere in salotto, magari”

“Lì fa una figura strabiliante, io ne ho tre a casa mia, uno pure in bagno”

“Deve avere una casa interessante”

“Beh, questa è una delle versioni più pregiate, in effetti. Io non me la potrei permettere. Ma, se preferisce, la settimana prossima me ne arrivano due da ufficio…”

“No, no, guardi, apprezzo molto l’esemplare ma credo che passerò un’altra volta”

“Aspetti, è proprio sicuro? Posso farle anche uno sconto”

“La ringrazio ma davvero non penso di…”

“Arrivo fino al 70%”

“…”

“Va bene, ho capito. Prenda il pallone e faccia un tiro, poi ne riparliamo. Ah, se può, non usi il tabellone. Sa, è puro legno di palma”

 

di Francesco Sarti

 

Struttura: in legno

Fondo: terra

Accesso: pubblico

 

Foto di Francesco Spanio

L’ombra di un canestro

marghera

Il filo spinato rincorre le cime delle inferriate, formando delle onde quasi simmetriche. Una grata sigilla la finestra al piano terra; anche quella del primo piano è sbarrata. Nulla si muove dentro il perimetro di questa palazzina anonima.

Nulla eccetto l’ombra di un canestro, che si allunga cercando di scappare dall’ultima luce del giorno. 

Sembra una corona di spine. Destinata a sparire lentamente nel buio.